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Sibilla Aleramo e gli inquieti spiriti delle tenebre – seconda parte

Il femminismo della Aleramo si forma nei primi dei Novecento, e si disegna intorno alle conclusioni del Primo Congresso Femminista, tenutosi a Londra dal 25 giugno al 3 luglio 1899, dal quale emergono temi etico-sociali, politico-industriali, educativi, e, soprattutto, culturali. Le lotte femministe si fanno sempre più eversive sul piano sociale, aspetto che affascinerà sempre la nostra, che si immerge anno dopo anno nella potente idea della necessità di attuare una sorta di «politica dell’esperienza» in un continuo intrecciarsi di pubblico e privato che ha la pretesa di una liberazione dell’amore dal dominio della morale borghese.

La nuova rivoluzione

Aleksandra Kollontaj

È una caratteristica che appartiene a molte rivoluzionarie femministe (Aleksandra Kollontaj (1872-1952), Tina Modotti (1896-1942), Frida Khalo (1907-1954), Emma Goldman (1869-1940) sono alcune di queste); in pratica l’emancipazione sembra incessantemente inseguire una sorta di «sublimazione dell’eros» che tende a trasfigurare la donna da oggetto desiderato in «soggetto desiderante» oltre ogni ingiusto limite morale (A. Cenni, Gli occhi eroici. Sibilla Aleramo, Eleonora Duse, Cordula Poletti: una storia d’amore nell’Italia della Belle Époque, Mursia, Milano 2011, p. 18).

La rivoluzione culturale e il femminismo

Roma – Sibilla Aleramo

La battaglia femminile si sposta dalla conquista di diritti (suffragio, istruzione, giusta retribuzione) alla liberazione dai doveri sociali, intesi come condizionamenti e imposizioni di una cultura patriarcale e maschilista; aborto, divorzio, adulterio trasmigrano dal codice etico tradizionale a uno nuovo, assumendo il valore di atti emancipativi e liberatori. Forse suggestionata da molti di questi palpiti di femminismo radicale, Sibilla Aleramo scrive di una spaventosa chimera sessuale che la feroce ideologia maschile mette tra «le due fasi della vita femminile, tra la vergine e la madre» (A. Cenni, op. cit. p.21). E cos’è, dunque, questo spirito ribelle e inquieto, questa «Nuova donna fallica» (come avrebbe poi scritto Simone de Beauvoir qualche anno dopo) che intreccia la propria esistenza con socialismo, liberalismo, pacifismo (la Conferenza per il disarmi all’Aja del 1899 è voluta dalla Ligue des femmes pour le désarmement international) e neo umanesimo?

La Nuova Donna

Cordula Poletti

La Aleramo non ha ancora tutte le risposte, ma descrive la se stessa adolescente «[…] a somiglianza di madonna, non di femmina; una pura adolescente dove la duplice eredità paterna e materna, violenza e debolezza, non s’era ancora psichicamente composta e dominata e agiva quindi con caratteri quasi di ermafrodito, contrastanti e irrefrenabili» (Sibilla Aleramo, Una donna, Società tipografica editrice nazionale, Roma-Torino 1907, p. 202). Ella percepisce come sante le unioni non vincolate da consacrazione religiosa né civile, laicissime manifestazioni di libertà in cui la presenza di figli può essere sostituita dalle opere sociali; una santità nuova, come nuova è la donna che vuole raggiungere, e della quale si sente ancora «crisalide».

È nell’aprile del 1908 che la «crisalide» inizia a trasformarsi, quando, al Congresso delle Donne Italiane, incontra «l’amazzone androgina» Cordula Poletti (1885-1971). Il convegno ospita le più note attiviste italiane e fra le delegate Anna Kulišëva (1857-1925), italianizzata in Kuliscioff, rivoluzionaria e tra i fondatori del Partito Socialista Italiano, che chiede, ed ottiene, di non disperdere il radicalismo femminista in inutili iniziative filantropiche di attivismo moderato. Le partecipanti al Congresso sono in gran parte intellettuali, nobildonne e donne borghesi, più interessate alla rivoluzione culturale e al sovvertimento dei valori che al salario delle operaie. In tale cornice ideologica, la Aleramo entra dunque in contatto con la Poletti che lei stessa chiamerà, durante la loro relazione, la «fanciulla maschia», per quel suo essere svincolata da comportamenti femminili legati a stereotipi sessuali culturali.

Verso l’etica dell’Eros

1919 – Sibilla Aleramo

Ma l’appassionata unione tra le due, la «lucida follia», come la definisce la Aleramo, non può che essere fin da subito complicata dalla presenza del convivente di Sibilla, Giovanni Cena, e di Santi Muratori (1874-1943), che sposerà Cordula Poletti nel 1911. I due uomini, tuttavia, dichiarandosi aperti a soluzioni moderne volte a sostenere una nuova etica dei rapporti uomo-donna nella libertà del comportamento erotico, decidono che un rapporto a quattro non è poi così disdicevole e danno vita a un «esperimento affettivo e sessuale» paragonabile agli eccessi libertini del ben noto Bloomsbury Group britannico, élite di intellettuali (artisti, critici d’arte, scrittori, filosofi) orbitante intorno al cosiddetto «arcipederastra di Bloomsbury» Lytton Strachey (1880-1932), a John Maynard Keynes (1883-1946), padre della macroeconomia e fra i più influenti economisti del Novecento, allo scrittore Edward Morgan Forster (1879-1970), alle sorelle Virginia Woolf (1882-1941) e Vanessa Bell (1879-1961) tutti convinti discepoli della «Suprema Sodomia» (David A. J. Richards, The Rise of Gay Rights and the Fall of the British Empire. Liberal Resistance and the Bloomsbury Group, Cambridge, 2013).

Cordula Poletti

Ammesso, come affermano alcuni biografi, che la relazione adulterina con la Poletti sia ancora oppressa e limitata nella sua piena espressione fisica dal moralismo sessuale tradizionale che renderebbe la sterilità dell’unione carnale lesbica una colpa (nel frattempo, tra l’altro, si consumano per la Aleramo diverse altre relazioni) la Sibilla si disfa piuttosto in fretta del suo retaggio moralista fino a scrivere nel romanzo Il passaggio (1919) «Imparerai, amore, che il tuo mistero non è nella legge che perpetua le speci», e ancora «Trasfigurato è il mondo. Regnano le sifilidi. […] Con volontà d’uomo o d’angelo ribelle, con forza quasi di dannato […] Non mi penetri, ma mi accosti – come niuno mai» (Il passaggio, Treves, Milano 1985, p. 74).

Colette e Mathilde de Morny

La comprensione di Giovanni Cena verso l’adulterio della compagna si esaurisce, però, rapidamente e porta a una rottura definitiva, ma poco importa, la Aleramo lo dimentica molto in fretta: è immersa ormai nella stravaganza artistica e intellettuale del femminismo dannato delle Amazzoni francesi, che distillano il loro romantisme féminin dionisiaco e infiammato dall’ardore delle nuove vestali della poesia moderna, tutte volte a ispirare – e ovviamente vivere – la rivoluzione culturale sotto il segno di un nuovo erotismo femminile. Tra loro la ben nota Sidonie-Gabrielle Colette (1873-1954), che sarebbe diventata Grand’Ufficiale della Legion d’onore e prima donna nella storia della Repubblica Francese a ricevere funerali di stato; sposata all’editore Henri Gauthier-Villars (Willy 1859-1931), che la aiuta a inserirsi nel mondo dell’alta borghesia parigina e che lei abbandona una volta conosciuta la più influente Mathilde de Morny (1863-1944), estrosa e ricca aristocratica bisessuale che scandalizza Parigi vestendosi da uomo; famoso il loro bacio saffico sul palco del Moulin Rouge nel 1907.

Colette : Il Puro e l’Impuro

Colette e le altre sono assidue animatrici di un gruppo letterario, quello delle Amazzoni, che è un distillato del culto «dell’amplesso fallico» e «dell’abisso erotico», con passaggi allegri e disinibiti dal maschile al femminile, approdando all’etre double, l’androgino, che nei romanzi di Colette diventa simbolo della ritrovata libertà sessuale legata alla celebrazione dell’ambiguità. Insomma, delle Baccanti dalle quali anche la Aleramo attinge per sostenere e delineare il simbolismo erotico e occulto che impregnerà sempre di più la sua opera, andando verso degli anni della Setta dei magi in quel di Roma.

Leggi la prima parte

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Vania Russo

Vania Russo

Laureata in Lingue e letterature straniere e specializzata in Etnografia e Storia delle tradizioni popolari. Già freelance per diverse testate giornalistiche italiane, si interessa di cybercrime, storia dello spionaggio, storia e romanzo storico. Per diversi anni segue master e corsi di narratologia, specializzandosi nell’insegnamento della scrittura creativa e formandosi quale lettore editoriale ed editor professionista preso la Scuola Dumas. Dal 2007 organizza corsi di scrittura creativa e lancia nel 2017 la pagina facebook The Ghost Reader, coordinamento per scrittori e lettori. Collabora con diverse associazioni culturali e case editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Dal 2017 collabora con Il Timone, Istituto di Apologetica. Ha all'attivo la pubblicazione di diversi romanzi con varie case editrici.

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