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Sibilla Aleramo e gli inquieti spiriti delle tenebre – terza parte

Dalle ceneri delle brucianti relazioni precedenti, la Aleramo risorge brevemente per dedicarsi a un rapido approdo tra le braccia del poeta Vincenzo Cardarelli (1887-1959), che sembra il trampolino per nuove e ben più coinvolgenti relazioni, mentre la Poletti si consola con Eleonora Duse (1858-1924), la divina attrice che ama circondarsi di ragazze cui dedica attenzioni sessuali o, in caso, affettuosità materne quando l’attrazione fisica non sia poi così forte (Reinhardt H. M., La vita di Eleonora Duse, Mondadori, Milano 1938). È da dire che la Duse ama i giovani in generale, la Poletti lo sa e allora la invita a «gioie ardenti», e a «buttarsi nel vortice degli istinti ribelli», dichiarando di essere lei stessa «la promessa, il richiamo selvaggio, l’indicibile ansito» (Poletti, L’invito, poemetto datato 16 maggio 1910).

La Setta dei Magi e il Gruppo di Ur

Sibilla Aleramo a Roma

Sibilla Aleramo va oltre, si insedia in nuovi e più sorprendenti lidi, inizia ad attingere conoscenze tra coloro che ruotano a Roma intorno al misterioso Gruppo di Ur – espressione pubblica di una catena magica segreta volta a determinare in senso neo pagano le sorti politiche e religioso-culturali dell’intera nazionetra cui lo scrittore ed esoterista Julius Evola (1898-1974), il pitagorico Arturo Reghini (1878-1946), il mago occultista Giulo Parise (1902-1969), tutti frequentatori di associazioni teosofiche e di circoli esoterici, conoscitori e propugnatori dell’antica «Sapienza magica» su cui la civiltà italica e la cultura occidentale avrebbero, loro ne sono convinti, tratto origine.

Julius Evola

Il triangolo amoroso che nasce al confine con questa Setta dei magi, e che coinvolge Aleramo, Parise ed Evola, è una sorta di lunga iniziazione erotica e magica, rievocata nel romanzo autobiografico, della scrittrice Amo, dunque sono (1933). La celebrazione dell’Ignoto, della morte come rinascita, della pazzia, dell’eccitazione erotica iniziatica, della sperimentazione più disinibita sono il sacro fuoco che infiamma la vicenda Aleramo-Parise-Evola. Sibilla, che ha quasi cinquant’anni, già amante di Evola tra il 1925 e il 1926, incontra Parise nel salotto della ricca e capricciosa marchesa Picardi, celebrità del, diremmo oggi, gossip romano, abituata a chiedere ai suoi ospiti di denudarsi per accontentare ogni suo «illecito sfizio».

La disumanazione

Giulio Parise, il mago

È grazie all’amante mago, «bellissimo tra i belli», che ella inizia a comprendere il senso del «disumanarsi di tratto in tratto […[ straniarsi, […] farsi maschere di dei e di stregoni, simboli, forse è necessaria l’operazione perversa dei filtri, degli incantesimi occulti, nel regno sotterraneo delle scienze magiche ed esoteriche» (Simone Caltabellota, Un amore degli anni Venti, Salani Editore, Milano 2015, edizione digitale, posizione n. 359). Forse questa «disumanazione» è ciò che lo stesso Parise le chiede, quando la sottopone alle Prove segrete, fatte di magia e rituali sessuali, mediante le quali i loro spiriti inquieti possano finalmente incontrarsi, sublimati dalla «purificazione dei sensi mercé l’avvento nel mondo di una nuova coppia perfetta […] quella che supererà ogni antitesi con la compenetrazione spirituale» (S. Caltabellota, op. cit., pos. 729).

Amo, dunque sono

L’interno romanzo Amo, dunque sono, appare costruito in modo da evocare, parola dopo parola, un cerchio magico che contenga la perpetua iniziazione al Nuovo uomo e alla Nuova donna. «M’hai imposto tu» annoterà la Aleramo a Parise, «di scriverti e suggellare così ogni giorno molte pagine, che, dicesti, potranno poi essere il libro nostro […] Chi ne sospetterebbe?» (S. Caltabellota, op. cit., pos. 768). Gli ultimi tentativi di «uscita da sé» e di iniziazione alla pienezza magica, la Aleramo li riporta a matita su fogli sparsi, appunti disarticolati e privi di forma narrativa, che preannunciano già la resa e la rottura con l’amante mago, ormai rapito dalle nuove contingenze della politica italiana, fra guerra e fascismo, alle quali partecipa, insieme ad Evola, con tutta la sua consapevolezza esoterica.

La celebrazione

Nel 1935 Sibilla Aleramo instaura una nuova relazione con Franco Matacotta (1916-1978), di quarant’anni più giovane, il quale le resterà accanto per dieci anni. Nel 1959, poco prima di morire, la scrittrice destina al Partito Comunista Italiano, esecutori testamentari Palmiro Togliatti (1893-1964) e Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900-1975), tutti i suoi beni, inclusi i diritti derivanti dalla pubblicazione delle sue opere. L’immagine della scrittrice femminista emancipata, libera e in eroica opposizione al regime maschilista, che l’aveva condannata da giovanissima a un matrimonio infelice, è stata restituita alla storia, opportunamente epurata, dagli anni Sessanta in poi, quando un’altra Faccio, Adele (1920-2007), nipote della Aleramo, avrebbe dato vita alle lotte del femminismo radicale italiano insieme a Emma Bonino.
Sibilla Aleramo resta, dunque, la scrittrice non scrittrice, che la cultura e la storia italiana hanno celebrato sulla moneta da 20 centesimi di lire, realizzata su ritratto del simbolista Leonardo Bistolfi (1859-1933), ammiratore di Cesare Lombroso (1835-1909) e amico di Giovanni Cena.

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Vania Russo

Vania Russo

Laureata in Lingue e letterature straniere e specializzata in Etnografia e Storia delle tradizioni popolari. Già freelance per diverse testate giornalistiche italiane, si interessa di cybercrime, storia dello spionaggio, storia e romanzo storico. Per diversi anni segue master e corsi di narratologia, specializzandosi nell’insegnamento della scrittura creativa e formandosi quale lettore editoriale ed editor professionista preso la Scuola Dumas. Dal 2007 organizza corsi di scrittura creativa e lancia nel 2017 la pagina facebook The Ghost Reader, coordinamento per scrittori e lettori. Collabora con diverse associazioni culturali e case editrici in qualità di correttore bozze ed editor. Dal 2017 collabora con Il Timone, Istituto di Apologetica. Ha all'attivo la pubblicazione di diversi romanzi con varie case editrici.

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